Trattamenti lesioni virali (HPV Screening)

hpv screening


Cos'è

Il papillomavirus umano (HPV) è la causa più frequente di infezione genitale nella donna. Esistono moltissimi tipi di questo virus che possono infettare la pelle o le mucose e che si differenziano per il loro contenuto di DNA.

I papillomavirus umani possono provocare due tipi di disturbi:

• le verruche o i condilomi, che sono proliferazioni benigne
• forme proliferative maligne, come il cancro alla cervice uterina o il cancro del pene, dell’ano, della vulva e altre malattie più complesse.

Le lesioni genitali si possono diagnosticare con il Pap test, la colposcopia, la biopsia, o con test virali specifici per ogni tipo di virus. I test più attendibili sono i test PCR.


Come si trasmette l' HPV

Per via sessuale (incidenza 95%)
In genere non provoca disturbi. I sintomi accusati dalle pazienti sono quasi sempre dovuti ad altre infezioni che si sovrappongono (micosi, trichomonas, vaginosi, etc.).

Oggi si ritiene che l' infezione da HPV sia una delle più comuni malattie sessualmente trasmesse.
Il papillomavirus può colpire a qualsiasi età tanto le donne quanto gli uomini, che nella maggior parte dei casi non sanno di esserne portatori.

E' difficile stabilire da chi si è contratta l’infezione: il papillomavirus può essere trasmesso dal proprio partner attuale o essere stato trasmesso da partners precedenti. L’incubazione può infatti andare da poche settimane a qualche anno. La trasmissione avviene anche con i rapporti anali e più raramente con quelli orali.

L’HPV si trasmette attraverso i rapporti sessuali con partner portatori del virus, durante contatti stretti tra pelle e pelle (non è necessaria la penetrazione, ed il preservativo può non proteggere).

Poiché il virus HPV non sopravvive al di fuori delle cellule, per il trasporto del virus è necessario che vi siano cellule vive, questo spiega perché è rara la trasmissione tramite oggetti a meno che su di essi non siano rimaste secrezioni mucose contenenti cellule vive ed infette dal virus.

In base allo stesso meccanismo si spiega come sia possibile trasportare il virus da una parte all’altra del corpo o da un partner all'altro, con le dita. I condilomi crescono molto meglio dentro l’ano o la vagina, dove non sono facilmente visibili. Il maschio spesso funge da portatore apparentemente sano, molte persone possono non averli mai visti sul pene del partner ma ciononostante prendersi l’infezione.

Per via non sessuale (incidenza 5%)
Il virus HPV si può trasmettere anche in tutte le comunità quali: caserme, collegi, convitti, luoghi di detenzione ecc., oppure in luoghi di promiscuità, quali piscine, palestre, bagni pubblici, in spiaggia ecc.

Frequente la possibilità di trasmissione dell' HPV mediante biancheria (es. asciugamani) o indumenti che siano venuti a contatto con persone infette.

La massima incidenza si ha nelle persone di età compresa tra i 20 e i 40 anni.
Per la diagnosi precoce e la distruzione delle lesioni provocate da questo virus prima della degenerazione dell'alterazione delle cellule è fondamentale lo screening periodico, almeno una volta l'anno.


Come si tratta

Non sempre è utile distruggere le lesioni provocate da questo virus, specie se piatte e non associate ad alterazioni delle cellule.

La distruzione con bisturi, con basse temperature (crioterapia), con elettricità (diatermocoagulazione) o con laserterapia dei condilomi può apparentemente risolvere il problema, asportando le manifestazioni cliniche della malattia. Tuttavia spesso la biopsia rivela una persistenza dell'infezione, anche se non sono più evidenti le escrescenze. Inoltre esiste anche la possibilità di una regressione spontanea di alcune di queste forme.

Il corpo umano in buona salute può respingere in pochi mesi un'iniziale infezione, senza bisogno di dover intervenire con terapie distruttive. I virus oncogeni infatti esprimono la loro capacità carcinogenetica solo quando l'equilibrio dell'ospite è disturbato. Ecco perché molte alterazioni cellulari causate dal papillomavirus scompaiono da sole senza bisogno di alcuna cura.

Altre volte invece le cellule alterate peggiorano nel giro di alcuni anni (eccezionalmente di pochi mesi). Raramente la gravità delle alterazioni progredisce fino a diventare un carcinoma. Questo è il motivo per cui le lesioni di ALTO GRADO vengono asportate con il bisturi, con il Laser, o con una particolare "ansa termica" (LEEP) che in pochi minuti consente di eliminare la "parte malata".

È bene però ricordare che qualsiasi tipo di lesione da papillomavirus può sia persistere dopo il trattamento, sia recidivare in un tempo variabile. Le lesioni di BASSO GRADO possono tranquillamente essere "monitorate" nel tempo senza dover distruggere nulla, ma controllando periodicamente il loro stato. Ciò consente di evitare trattamenti invasivi su di un organo così importante come il collo dell'utero anche ai fini della gravidanza e del parto. Se però un trattamento deve essere effettuato (ad esempio con l'ansa termica), ciò non compromette la fertilità futura della donna, né ha conseguenze sul parto.

Ma nessuna terapia (compresa l'asportazione dell'intero utero) dà la garanzia assoluta che la malattia virale e quindi anche la sua eventuale trasformazione maligna non si ripresenti mai più. Meglio quindi - se e quando è possibile – evitare interventi chirurgici demolitivi e "bruciature" inutili, ma limitarsi ad un attento e regolare controllo (Pap test e colposcopia).


Come si previene

Oltre ad un'indubbia predisposizione genetica (non prevenibile), tutto ciò che sopprime le difese immunitarie può portare alla comparsa di un'infezione da papillomavirus o ad un peggioramento del grado delle lesioni.
E' quindi di fondamentale importanza uno stile di vita sano.

Smettere di fumare, fare esercizio fisico, evitare droghe ed alcool, limitare lo stress, mangiare sano, fare sesso sicuro contribuendo certamente ad aumentare le proprie difese immunitarie, possono interferire in varia misura con l'evoluzione della malattia, oltre ad essere validi anche per moltissime altre condizioni morbose.

È ormai dimostrato che il fumo di sigaretta, interferendo con il sistema immunitario, può permettere al virus di instaurare un'infezione e di mantenerla.

Droghe e alcool possono sopprimere le difese immunitarie.

Una dieta povera di grassi e ricca di vitamine è sicuramente consigliabile, anche per la prevenzione di molte altre malattie.

Lo stress può esaurire il sistema immunitario. Nella vita di oggi questo fattore è di difficile controllo, ma ogni sforzo deve essere intrapreso per cercare di limitarlo per quanto possibile.

Il numero di partners sessuali avuti nella vita ed il numero di partners avuti dal proprio compagno, aumentano il rischio di sviluppare il cancro del collo dell'utero.

Il preservativo non protegge al 100% ma limita la possibilità di esporsi all'infezione (non solo del papillomavirus, ma anche di tutte le malattie a trasmissione sessuale, compreso ovviamente il virus dell'AIDS).

Il virus è scarsamente resistente al di fuori del corpo umano e quindi non serve adottare particolari provvedimenti per la biancheria intima, oltre a quelli della normale igiene quotidiana.

Combattere il virus ad ogni costo è meno efficace che controllarne l'evoluzione: il modo più sicuro per prevenire eventuali tumori associati alla presenza del papillomavirus nei soggetti predisposti è quello di eseguire regolarmente il Pap test e la colposcopia (con scadenze dipendenti dal tipo di lesione diagnosticata).

Non esistono particolari rischi ai fini di programmare una gravidanza nelle donne affette da questa infezione, se gli esami di cui sopra sono rassicuranti.


Il vaccino

Il vaccino contro l’HPV rappresenta una grande opportunità nella lotta contro il cancro del collo dell’utero, in quanto consente di proteggere da un tumore e dalle lesioni precancerose che lo precedono.

E' importante ricordare che il vaccino si affianca allo screening periodico, raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni, ma non lo sostituisce: il vaccino attuale è attivo contro il 70% dei virus associati al carcinoma uterino, ma per il restante 30% l’unica prevenzione resta il pap-test.

Il Sistema Sanitario Nazionale offere gratuitamente il vaccino alle dodicenni, considerate rappresentanti ideali della soglia di sbarramento antecedente all’inizio dei primi rapporti sessuali. Questo viene considerato il momento piu’ opportuno per eseguire il vaccino ed ottenere il massimo di risultato in termini di efficacia.


Cosa è bene sapere in caso di diagnosi di condilomi genitali

I condilomi genitali sono causati dai papillomavirus genitali umani, molto diffusi nella popolazione sessualmente attiva sia maschile che femminile.

Il papillomavirus genitale si trasmette attraverso contatto sessuale, il più sovente durante sesso vaginale e anale. Vi sono almeno 40 tipi diversi di papillloma genitale.

La maggioranza delle persone sessualmente attive entra in contatto con il virus ad un dato momento della vita, anche se i più non se ne renderanno mai conto, perché il papillomavirus provoca raramente infezioni sintomatiche.

Nella maggior parte dei casi il papillomavirus viene eliminato spontaneamente senza provocare problemi alla salute: si ritiene che il nostro sistema immunitario riesca quasi sempre a neutralizzare ed eliminare il virus in modo naturale.

A volte però il papillomavirus non regredisce spontaneamente. Alcuni tipi in particolare provocano condilomi genitali. Altri tipi provocano il tumore della cervice uterina. Altri tipi causano tumori meno comuni. I tipi di papillomavirus che provocano tumori sono diversi da quelli che causano condilomi genitali.

Non esistono cure per il papillomavirus, ma vi sono cure per le malattie che possono provocare, come i condilomi genitali. Spesso i condilomi genitali recidivano (si manifestano nuovamente dopo il trattamento), specialmente nei primi tre mesi dopo il completamento della cura.

Il trattamento dei condilomi genitali non sempre riduce il rischio di trasmetterli. Anche dopo la cura è possibile trasmettere il papillomavirus genitale ad un partner sessuale. Non si sa per quanto tempo una persona rimane contagiosa dopo la cura del condiloma.

Se non vengono trattati i condilomi genitali possono regredire spontaneamente, rimanere inalterati o aumentare di numero e dimensioni. I condilomi genitali non evolvono in forme tumorali nel tempo, anche se non sono curati.

Qualsiasi donna che sia stata sessualmente attiva, che abbia avuto o no condilomi genitali, dovrebbe sottoporsi regolarmente al paptest per lo screening del cancro alla cervice uterina. Questo perché una stessa persona può essere infettata da più tipi di papillomavirus alla volta.

Se hai condilomi genitali è importante sottoporti allo screening per altre infezioni trasmesse sessualmente.


Cosa è bene sapere in caso di diagnosi positiva per papillomavirus genitale, per se stessi e per i(l) propri(o) partner

E' importante sapere che:

Non c’è modo di sapere per certo quando ti è stato trasmesso il papillomavirus a da chi. I condilomi genitali possono essere trasmessi da una persona che non ha nessun segno visibile dell’infezione. I condilomi possono comparire settimane, mesi o anni dopo il contagio, oppure non apparire mai.

Partner che stanno insieme per un certo periodo tendono a trasmettersi il papillomavirus. Ciò significa che il(la) tuo(a) partner ha probabilmente già contratto il papillomavirus, anche se non mostra segni o sintomi di infezione. Non è chiaro il motivo per cui alcune persone contagiate da tipi di papillomavirus in grado di provocare condilomi li sviluppino effettivamente e altre persone no.

L’uso del preservativo può ridurre il rischio di trasmettere il virus a condizione di essere usato sempre e in modo corretto. Ma il papillomavirus può infettare aree genitali che non sono protette dal preservativo, per cui la protezione può non essere totale.

Il(la) tuo(a) partner attuale ha interesse a consultare un medico e richiedere un controllo per il papillomavirus genitale ed altre infezioni tramesse per via sessuale

Non è chiaro se vi sia alcun beneficio nell’avvertire futuri partner sessuali di aver contratto condilomi genitali nel passato (una volta che siano stati curati). Questo perché non si sa se e per quanto tempo si rimanga contagiosi dopo il trattamento.


Fonte: AIRV (Associazione Italiana Ricerca sui Virus)

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